(2) Il plurale "trusts" vale a sottolineare il polimorfismo dell'istituto quale appare dalla prassi negoziale e serve altresì a porre in luce l'inesistenza di una dimensione sistematica all'interno degli ordinamenti di common law, ove il modello inglese è stato soggetto a varie modificazioni fuori dell'Inghilterra, non accolte nella terra di origine, o viceversa ha visto sviluppi in Inghilterra che non sempre sono stati recepiti negli altri ordinamenti.
(3) E’ preferibile usare la parola "disponente" e non già "costituente" perché la caratteristica dei trusts espressamente istituiti non è il trasferimento al trustee, ma l'esistenza di un atto di disposizione, inoltre perché "costituente" fa pensare alla nascita di una persona giuridica.
(4) Non essendo il trust una persona giuridica meglio tradurre "beni in trust" e non "beni del trust".
(5) Notiamo la differenza tra le due versioni ufficiali (dont la preuve est apportée par écrit / evidenced in writing), e scegliamo di tradurre in questo modo perché più vicino al nostro codice civile. Evidence in writing non corrisponde al nostro concetto di forma ad probationem, mentre il testo francese dell’art. 3 corrisponde alla nostra nozione di "prova scritta".
(6) Per la nozione di collegamento più stretto vedi l’art. 4 (Legge applicabile in mancanza di scelta) della Legge 18 dicembre 1984 n. 975 (ratifica ed esecuzione della Convenzione sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali, con protocollo e due dichiarazioni comuni, adottata a Roma il 19 giugno 1980).
(7) La nozione di "Riconoscimento" sarebbe più correttamente espressa indicando l'obbligo del giudice del foro di applicare la legge straniera.
(8) Per "segregazione" intendiamo posizioni soggettive le quali appartengono ad un soggetto (al trustee), ma rimangono distinte e non si confondono con le vicende obbligatorie generali e quindi non possono essere oggetto delle pretese dei suoi creditori. Tale patrimonio non segue alla sua morte le regole della successione ereditaria tanto meno risente del regime matrimoniale.
(9) Sul termine rivendicazione v. M. Lupoi, Trusts, II ed., Giuffré:Milano, 2001, p. 265. "L'art. 11 III co. (d) parla di revendication, un concetto civilistico. Per i casi di trust amorfi, come il bewind, nei quali non vi è trasferimento del bene al trustee, il riferimento è corretto; probabilmente è anche corretto per i trust non appartenenti al modello inglese, laddove la legge consenta al beneficiario di agire con un'azione di annullamento della alienazione compiuta dal trustee ; per i trusts di modello inglese, il riferimento è invece scorretto. Purtroppo, anche in questa circostanza mancò l'approfondimento comparatistico. Si preferì introdurre una cautela che cagionerà difficili problemi interpretativi: "Toutefois, les droits et les obligations d'un tiers détenteur des biens du trust demeurent régis par la loi déterminée par les règles de conflit du for.".
(10) Vedi art. 1 (Campo di applicazione) della Legge 18 dicembre 1984 n. 975, cit.
(11) Vedi art. 4 (Legge applicabile in mancanza di scelta) Legge 18 dicembre 1984 n. 975.
(12) Vedi la differenza tra le due versioni ufficiali: "…les dispositions de la Convention seront étendues aux trusts créés par une décision de justice" ; " …the provisions of the Convention will be extended to trusts declared by judicial decisions".